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    April 27

    Intervista ai Necrofili!!!

    Era notte ed era buio, poche stelle brillavano in cielo e la luna si nascondeva dietro nuvole cariche di tempesta. Noi due ci inoltrammo nei meandri del paese silenzioso e quasi assopito per incontrarci con il nostro contatto alla locanda… qui fummo accolti e ci fu dato da bere, liquidi rossi quasi fossero sangue… attendemmo il segnale e ci recammo al luogo prescritto per l’incontro. Mentre caminavamo si udivano ululati di lupi e gracchiare di corvi e il vento freddo che portava parole… finchè si aprì il portone e fummo accolti in casa del Necrofilo… qui trovammo una tavola riccamente imbandita e in compagnia di tre dame cenammo più che abbondantemente tra risa, vino e allegria… finchè arrivò il momento dell’intervista….

    Perché avete scelto il nome Necrofili?

    Marco: chiedetelo a Ragno….

    Carlo: c’è una spiegazione a posteriori…. perchè suoniamo death, ci piace il death… death \ morte… e il nome Necrofili…

     

    Parliamo del vostro nuovo lavoro, i due brani che avete registrato:

    Marco: dovevano essere tre ma poi sono diventati due….

    Alessandro: ci abbiamo provato tutto il pomeriggio ma Marco non ce l’ha fatta!! (e ridono tutti….)

    Carlo: siamo stati contattati dalla SG promotion, etichetta indipendente piccolina, tramite mail… hanno ascoltato i brani e ci hanno spiegato che stavano realizzando una compilation di musica estrema fatta da gruppi dell’underground, così gli abbiamo inviato il cd credendo di averlo buttato e invece ci hanno ricontattato dicendo che eravamo stati scelti. A loro andavano bene anche i brani del vecchio cd e invece abbiamo voluto registrare di nuovo i pezzi anche perché dall’ultima registrazione abbiamo cambiato diversi elementi. Ci hanno dato un mese di tempo…. Che per noi un mese vuol dire quattro giorni visti i numerosi impegni….

    Difficoltà e pregi della registrazione in quattro giorni?

    Marco: le uniche difficoltà per quanto riguarda la batteria le ha create Carlo col compleanno del nonno…. (e  ridono ancora tutti…)

    Carlo: è la classica autoproduzione fatta in casa…. La registrazione è fatta nella maniera tipica, batteria, basso chitarre e voce…. Si è articolata in quattro giorni compreso mixaggio e voce…. Per una serie di problemi la batteria è stata registrata in tre ore… in sostanza è stata fatta a “buona la prima”, e così poi è stato per tutto il resto. Il mixaggio è stato fatto tutti insieme…. Tranne Marco… e poi siamo stati soddisfatti dal suo commento sul lavoro finito…. Di solito è quello a cui non sta mai bene niente e invece appena sentiti i due pezzi finiti ha commentato “e vabbè”

    Dove avete registrato?

    Carlo: la bateria è stata registrata nella nostra sala prove che si chiama “Peppe alle prugne studios”, tutto il resto è stato fatto ai “Pellisound Studios” cioè a casa mia.

    Anche voi avete avuto numerosi cambi di formazione… parlatecene…

    Intanto arriva il buonissimo tiramisù….così loro parlano e noi mangiamo…

    Carlo: in principio eravamo tre, io, Marco e zio Leo… i primi brani sono stati fatti così… poi abbiamo cercato un’altra chitarra e una voce per suonare dal vivo. Così si sono aggiunti Parlati e Fabrizi ma poi sono stati catapultati fuori dal gruppo per incompatibilità… poi si è aggiunto l’altro chitarrista Cattarin e alla fine è andato via anche lui per problemi personali… siamo stati fermi quattro o cinque mesi, infine abbiamo trovato Alessandro che si è subito ben integrato nel gruppo… dopo i numerosi problemi con sala prova e varie al momento di riprendere zio Leo non era più disponibile e così c’è stato l’ingresso di Anacleto Salvi al basso.  

    E la domanda al nuovo arrivato…. Come ti sei trovato in questo gruppo?

    Andrea: non li vedi gli occhi da coccodrillo?

    Carlo: che tra l’altro ce l’avete consigliato voi…..

    Andrea: mi a mandato una mail Carlo, e sembrava quasi una persona seria, spiegandomi la situazione….

    Carlo: racconta la tua prima volta

    Andrea: la prima volta è stata a casa di Carlo… sul divano con un marshall…

    Alessandro: credo che loro vogliano sapere cosa hai pensato quando hai visto Marco per la prima volta….

    Andrea: ero stato avvertito!!!

    (risate generali….)

     

    Perché la scelta di questo tipo di musica?

    Carlo: non c’è un motivo… semplicemente è quello che facciamo io e Marco da undici anni a questa parte… abbiamo raccolto altri disgraziati per strada… ma devo dire che a Rieti è dura avere un gruppo del genere…  

    Invece per i più giovani? Cosa vi spinge?

    Alessandro: la passione per questo genere di musica… ho avuto una esperienza precedente con un altro gruppo i “Catacomba” che però non hanno mai visto la luce per problemi… quindi con i necrofili mi sono sentito decisamente più realizzato.

    E i vostri testi di cosa parlano?

    Marco: non lo so.

    Carlo: e non solo non sa i testi… ma non conosce neanche i titoli!!!! Tant’è che le canzoni sono state tutte ribattezzate con nomignoli tipo “do sta peppe”… sarà un problema fare la scaletta con i titoli personalizzati…

    (risate)

    per tornare alla domanda… i testi dei Necrofili sono vari, per lo più sono testi sullo stile degli ultimi Death, testi con tematiche introspettive, religiose… non è musica politicizzata…. Abbiamo anche due testi in italiano, uno è “Cani Sciolti” l’inno del contigliano calcio, e una canzone nuova che andremo a registrare quest’estate che si intitola “Signore del Tempo” di cui ci parlerà Alessandro…

    Alessandro: è la solita storia introspettiva… cito dal testo “signore del tempo con la tua crudelta una mano concedi con l’altra prelevi”… quindi capisci la profondità… e poi tu ta tuta tuttà...

    E via col brindisi…

    Quando potremo vedervi dal vivo?

    Carlo: a Rieti mai… è una scelta del gruppo…. Si fa presto a dire non vogliamo suonare a Rieti, in realtà neanche ci proviamo… abbiamo avuto molti problemi per suonare nei pub o in giro…. Salvo eventi particolari quindi abbiamo scelto di non suonare. Tutte le volte che abbiamo provato a suonare è successo qualcosa che ce lo ha impedito… riusciamo ad andare solo agli eventi saltuari, iniziative comunque interessanti, ma dopo averle fatte per dieci anni e andare li con gli amplificatori e suonare tre pezzi con un audio confusionario non ci va… non è disprezzo…è bene che ci siano questi eventi, infatti ora proveremo con altri festival in zona.

    Siete quindi sbarcati all’estero?

    Carlo: si tramite internet siamo stati conosciuti anche in Inghilterra, forse perché non capiscono il nome o le bestemmie…

    La composizione continua?

    Carlo: compresi quelli per la compilation ormai abbiamo completato sei brani, ne abbiamo in scrittura altri due o tre… l’idea è arrivare a giugno e registrare un altro album che rivelo in esclusiva per gli amici di Rockinrieti si chiamerà ”Fleshweak”.

    Che aspettative avete dall’iniziativa della Sg Promotions?

    Carlo: la cosa è abbastanza piccola, ma il bello di un cd del genere è che ogni gruppo presente farà in modo di far girare il cd a casa sua… e intanto la casa di produzione la manderà alle etichette… comunque al di la del risultato ci ha fatto piacere partecipare a questo progetto.

    La situazione musicale a Rieti e provincia… impressioni e commenti….

    Marco: andiamo avanti un’oretta? Parliamo di tutto il merdaio che c’è a Rieti…. Poche iniziative, è sempre un disastro, troppi pregiudizi.

    Carlo: secondo me il problema è che siamo troppo pochi, quelli che suonano sono un numero esiguo e con tanti generi diversi, c’è poco confronto… il brutto ad esempio delle iniziative è che ci sono diversi gruppi con diversi stili e la gente sotto il palco sono sempre quei quattro amici che cambiano a seconda di chi suona…. Non possono essere l’unica cosa che si fa, finiscono per essere troppo approssimative.

    Il rapporto con gli altri gruppi?

    Carlo: non abbiamo grossi rapporti se non con gli A.S.M.A., gli Arthemisia e un po’ gli Stigmata ma più che altro è per via dell’amicizia.

    Parlateci dell’evoluzione dai Gream Reapers ai Necrofili...

    Marco: provenivo da un altro gruppo e ci incontrammo a casa del nonno di Francesco DeVito che fece in modo di portarmi con i Gream Reapers, era il lontano 1995, facemmo diversi live… si componeva però era tutto troppo uguale e con Carlo avevamo delle idee un po’ diverse. In ogni caso il Gream in teoria ancora non si sono sciolti… e insomma dopo avventure ed esperienze due anni fa dopo il famoso concerto di Labro prendemmo al decisione di fondare questo nuovo gruppo…. Fino ad arrivare a quei due parassiti che abbiamo oggi…

    Voi “antichi” parlateci dei nuovi….

    Carlo: Alessandro è andato da subito bene, è in gamba. Andrea invece è anche il più giovane, e a parte quando ogni tanto non si presenta…., è in gamba e se l’è cavata anche molto bene nelle registrazioni.

    Rigiriamo la domanda…. I giovani che parlano dei vecchi…

    Alessandro: Carlo è un fottuto genio…. Marco… l’intervista parla da sola…. E poi è fissato con Guccini…

    Andrea: ripeto quello che ha detto Alessandro… ma aggiungo che Marco ci offre da bere…

    Domanda finale… cosa avreste voluto dire e non avete mai detto….

    Carlo: -biiiiip-

    Marco: beve un interminabile bicchiere di vino

    Andrea: prugne

    Alessandro: ad Andrea piace Jane ma non lo ammette… (applausi e risa convulse…)

    Le risate andarono avanti ancora per molto tempo fino al momento della nostra dipartita da quei luoghipossiamo sicuramente dire che se un giorno ci domanderanno "come si sta a casa di un necrofilo?" potremo tranquillamente rispondere "da paura!" Che altro dire se non...Deat 'till Death!!!!

     

    i Necrofili sono:

    Carlo Pelliccia - voce & chitarra

    Alessandro Rossi - chitarra

    Anacleto Salvi - basso

    Marco Dalmasso - batteria

     


    September 19

    Sotto i Riflettori....gli Arthemisia.....

    Tutto è pronto, siamo organizzatissimi…..stavolta abbiamo anche pensato alle domande!

    Saliamo sul bolide e via ad una folle velocità verso il meeting point (in inglese fa più figo). Per questa intervista vogliamo fare le cose serie, da veri professionisti…anche il luogo non è scelto a caso…. staremo comodamente seduti al bar a prendere un aperitivo….eh! quando si dice la professionalità….. attendiamo i componenti degli Arthemisia e guardiamo verso l’ingresso scrutando ogni macchina per riconoscerli…. Quando ad un tratto essi appaiono alle nostre spalle ammantati di sottile nebbia e ci salutano con voci eteree. Ci salutiamo e andiamo a sederci….. è ora di cominciare.

    Perché del nome Arthemisia

    Alfredo: “la colpa è di Francesca (ridono, nda)….. scherzi a parte, noi ci ispiriamo al gotico di fine ‘800, quello dei poeti maledetti, che facevano un grande uso dell’assenzio, il nome scientifico della pianta è Arthemsia Absintium…e da li è nato tutto”.

    Francesca: “ci ispiriamo molto gothic revival, che è differente dal gotico proprio del medioevo.”

    Anche nella vita di tutti i giorni o solo nella musica?

    Gianluca: “no, no anche in tutto il resto!”

    Alfredo: “a me piace il concetto del gothic e tutto quello che ci gira intorno….”

    Invece la musica a cosa si ispira?

    Alfredo: “dovrebbe ispirarsi al gothic, in realtà poi è diverso perché ci sono varie influenze”

    Francesca: “infatti ci siamo dati ai Nightwish che sono più metal sinfonico”

    Alfredo: “ognuno ha la sua visuale, alla fine però abbiamo scelto questo genere perché è molto diretto, le sonorità sono molto gothic…..e gli HIM perché rappresentano il punto più comune a tutti noi.”

    Francesca: “non potevamo fare i Tristania qui a Rieti……!”

    Gianluca: “anche perché con gli HIM abbiamo cominciato a suonare”

    Alfredo: “all’inizio eravamo partiti come cover band degli HIM e poi ci siamo evoluti anche con l’ingresso di Francesca nel gruppo, c’è stata un’evoluzione non forzata ma del tutto naturale.”

    Scegliete i pezzi anche in base ai testi?

    Alfredo: “personalmente non ci ho mai fatto tanta attenzione….. ma i testi per tante persone so che sono importanti.”

    Ma in questo tipo di musica i testi di cosa parlano? Anche se non è bello generalizzare….

    Francesca: “io sono l’unica che legge i testi!! Per me il testo è parte della canzone, se una canzone non ha un bel testo a me non piace…..ma a parte i miei gusti ogni gruppo ha un suo concept, i nightwish li abbiamo scelti loro più per la musica mentre io ho fatto più attenzione ai testi.”

    Nel frattempo arrivano gli aperitivi e l’incubo del bicchiere cado\non cado (tipo le tazze dei bambini dell’asilo…) ha inizio e non ci lascerà fino alla fine…..

    Francesca: “dicevamo, i nightwish parlano di innocenza perduta, l’idea che tutte le anime un giorno torneranno all’oceano, ma solo nell’ultimo album hanno temi più gotici”

    Alfredo: “si poi come già detto ognuno ha un suo concept, gli HIM ad esempio parlano di amore e morte.”

    E voi quanto vi ritrovate nei temi delle canzoni

    Alfredo: “io sono una persona pessimista di natura e sinceramente mi ritrovo alquanto nei temi degli HIM, anzi mi sarebbe piaciuto scrivere alcuni di quei testi!! In genere però ognuno si ritrova in tutto questo, ognuno con le sue sfumature….”

    Gianluca: “si, ci ritroviamo sia come gusti musicali che come concept.”

    Invece per quanto riguarda musica vostra?

    Alfredo: “ecco la nota dolente….noi puntavamo anche a questo ma su questo ci sono state parecchie divergenze. Ogni gruppo ha bisogno di evolversi e di porsi degli obiettivi, noi abbiamo scelto di non porci il grande obiettivo ma preferiamo fare un gradino alla volta…..per arrivare ad un pezzo proprio bisogna curarlo e non fare le cose a caso e poi magari esce fuori una copia di un’altra canzone…..per ora abbiamo ancora troppe divergenze, a me piacerebbe una cosa molto più tecnica con sonorità power cosa che non piace ad altri…..”

    Gianluca: “prima di andare a toccare degli equilibri all’interno del gruppo abbiamo scelto di fare le cose come vengono, senza forzare”

    Alfredo: “quando troveremo la situazione di equilibrio sapremo che quello è il momento. Per ora infatti stiamo cercando di mettere qualcosa di nostro nelle cover che facciamo……come stiamo facendo adesso che stiamo registrando delle cover e il pezzo degli HIM abbiamo deciso di suonarlo a modo nostro, dandogli un tocco personale.”

    E di questo cd che state registrando cosa ci dite??

    Alfredo: “sono tre pezzi, uno per voce maschile, uno per la femminile ed un duetto “il fantasma dell’opera” un pezzo che per me è proprio l’emblema del gothic, e si avvicina parecchio allo stile che vorremmo adottare.”

    È stata una bella esperienza?

    Alfredo: “si è stata una bella esperienza, abbiamo avuto la fortuna di lavorare con Alessandro Errichetti e Carlo Pelliccia che sono due persone veramente competenti….. è stato molto divertente”

    Gianluca: “è stato anche molto formativo perché è stata la prima esperienza di registrazione come gruppo.”

    Cosa ne pensate della situazione musicale giovanile e delle iniziative legate alla musica qui a Rieti?

    Alfredo: “ci sono diversi punti da toccare….il punto “culturale”, perché a livello mentale non c’è molta cultura musicale a Rieti, oltre ai metallica e al punk poco altro è accettato, sarebbe bello avere una mentalità più aperta quindi portare e accettare le novità. Per quanto riguarda i locali, quelli non ci sono!! Se si vuole suonare in un pub bisogna per forza fare Ligabue, altrimenti vieni etichettato come casinaro e basta. Altra cosa strettamente collegata è la rivalità tra i gruppi, in occasioni di maggior rilievo come “la festa dello studente” o “la notte bianca” dove sono presenti più gruppi, invece di apprezzare la novità degli altri tra tutti si crea un’atmosfera di competizione. Ci dovrebbe essere molto più rispetto, per me la musica non è individualismo dove io devo solo far vedere quanto sono figo sul palco, preferisco un risultato di gruppo e credo che tutti abbiano qualcosa da dire…purtroppo tanti vedono la cosa diversa….io credo che ognuno abbia le sue cose da dire e va rispettato per questo.”

    E’ anche vero che chi dovrebbe sostenere questa cosa è piuttosto distante….

    Alfredo: “è vero, ma è anche vero che l’ambiente dj forse si è fatto più valere….si sono più addentrati nel sistema….ma è anche vero che la musica suonata è una cosa più difficile da gestire. Ad esempio anche nelle grandi manifestazioni a più gruppi c’è bisogno di una certa professionalità….tutti i gruppi hanno sonorità diverse e spesso chi sta al mixer non conosce i pezzi e propina i suoni a tutti come se fosse la musica di Giorgia, così ci rimette il gruppo che suona e la gente che ascolta. E’ anche vero che noi dei gruppi non ci adattiamo e spesso siamo troppo esigenti….la frase d’obbligo appena si scende dal palco è: oh, li sopra non si sente niente!! Dovremmo adattarci di più…”

    Domanda “marzulliana”: fatevi una domanda e datevi una risposta….ovvero cosa avreste voluto dire e non avete mai detto…

    Alfredo: “scelgo un tema difficile…cosa è la musica? Ognuno ha un’idea diversa, per me la musica non è solo un insieme di note messe li, per me è una forma d’espressione. Noi non vogliamo con gli HIM fare solo pezzi che stanno in classifica, vogliamo comunicare una sorta di cose.”

    Francesca: “riporto una bella frase di Marquez che secondo me spiega bene cosa è la musica: la vocazione artistica è la più misteriosa di tutte alla quale si consacra la vita intera senza aspettarsene nulla.”

    Gianluca: “abbiamo aggirato la domanda…..(sogghignano, nda). Per noi la musica è raggiungere un obiettivo comune, tra amici”

    Francesca: “ecco la domanda!….Tu chi sei? Io sono e voglio essere musica.”

    Avete qualche data in programma?

    Alfredo: “no, non abbiamo nulla in programma…anzi vogliamo fare un appello….oltre al progetto sui necrofili si può fare anche “Adotta un Arthemisia”?? Il problema delle sale prova a Rieti è evidente….a volte abbiamo suonato anche senza provare….. Dovremmo suonare a fine ottobre ad una festa come regalo di compleanno di una ragazza che apprezza la nostra musica.”

    Le domande ufficiali sono finite, ma noi abbiamo continuato la piacevole conversazione al tavolo. Dopo risate e risate e argomenti falsamente seri ci accorgiamo che è giunto il momento di andare così ci salutiamo e ci avviamo verso la macchina…. Ci voltiamo per salutare ancora una volta e dietro di noi non c’è nessuno…….

    August 28

    Intervistiamo per voi....gliiiiiiii Stigmata!!!!

    Ore 15.00, il sole è coperto da una leggera foschia che definirla leggera è uno scherzo….diciamo che si sta annuvolando…. Due loschi figuri attendono con sguardi torvi sotto il sole che sparisce…… e si lamentano che l’estate è finita….. cosa aspetteranno mai? Occhiate veloci alle macchine che passano, una telefonata, poi arriva una macchina……ne scende un ragazzo alto e biondastro, U Simon lo chiamano…..i tre si avviano all’interno del locale….cosa faranno mai?

    Attimo di sospensione……

    Semplice, una partita a freccette mentre aspettano gli altri membri degli Stigmata che devono arrivare!! Non è che si sono riuniti apposta per noi, devono partire per andare vicino Siena a suonare e così mentre caricano il furgone noi ci piazziamo li e togliamo braccia al lavoro…..non che ne avessero tanta voglia……..

    Avete fatto questo nuovo album ufficiale…commenti?

    Germano: “il primo! Diciamo anche non ufficiale si può dire! È il primo album in generale che facciamo, faccio parlare il buon Errichetti che si è occupato dell’arrangiamento e della registrazione.”

    Alessandro: “si, l’album è stato registrato a casa mia, tranne tre canzoni che sono quelle che loro hanno registrato prima che io entrassi nel gruppo”

    Una delle tre è Enea giusto?

    Alessandro: “si, una è “Enea” l’altra è “la giornata ideale” e l’altra ancora è “controcorrente”, è stato registrato da me per un semplicissimo motivo di budget che era zero e quindi abbiamo optato per uno studio casalingo dato che comunque si ottengono buoni risultati. E’ stata registrata prima la batteria nella sezione mobile del mio studio casalingo che in realtà sarebbe la carrozzeria Angelucci (sala prove degli Stigmata, nda), poi è stata la volta di Simone col basso dopodiché io ho registrato la chitarra e le tastiere, Luca l’altra chitarra e Germano ha registrato le voci. Ci abbiamo messo poco più di un mese a completare l’album, siamo andati un po’ di fretta perché da L’Aquila l’associazione “Laboratorio dietro le quinte” che ha prodotto la parte grafica ci ha messo un po’ di pressione. Serve qualche altra informazione? Le mie fantasie erotiche? Mio numero di telefono per qualche bella donzella?” (ridono)

    Cosa volete esprimere con i nuovi pezzi?

    Germano: “innanzitutto vogliamo esprimere la nostra passione per il basket reatino, che quest’anno si avvale della partecipazione di Mattia Cavoli che ha abbandonato la chitarra per dedicarsi al basket….seguiremo tutte le partite!!

    (Rutto, nda)

    Il disco è una sorta di best of degli ultimi anni, pezzi vecchi e nuovi….”

    Dal disco si capisce che c’è stato un cambiamento musicale rispetto ai primordi

    Germano: “considera che rispetto a tanto tempo fa abbiamo cambiato formazione, e non una volta sola. Da una situazione in cui era presente un sintetizzatore siamo passati ad una formazione con due chitarre… cambia molto a livello strumentale. Ad esempio il pezzo “il funerale” che in origine era scritto con parti di sintetizzatore adesso è molto cambiato.”

    Stefano: “c’è da dire però che alcuni pezzi sono rimasti nel cassetto, pezzi che magari non c’entrano nulla con quelli del cd….acnhe di un genere un po’ più duro o più tipo rock italiano.”

    Alessandro: “ci siamo commercializzati prima di cominciare”

    Stefano: “ci siamo ammorbiditi.”

    Germano: “comunque la cosa è stata spontanea, è legata al punto di vista tecnico, se fossimo rimasti col sintetizzatore probabilmente avremmo preso una svolta differente…. Dipende anche dai generi diversi di musica che ascoltiamo.”

    Vi risulta facile comporre viste le differenze?

    Germano: “è un’arma a doppio taglio, nel senso che è difficile che un pezzo esca fuori banale, perché ognuno mette un po’ del suo stile e viene fuori un pastrocchio!! Comunque alla fine quando si finisce esce fuori un pezzo come “la nonna di beethoven” dove ci stanno diversi stili, dalla lirica al jazz ad un rockettaccio, diciamo che questo pezzo rispecchia di più il mix delle personalità.”

    Avete abbandonato testi troppo ironici?

    Germano: “li abbiamo abbandonati per forza di cose, quella era una fase embrionale del gruppo…”

    Stefano: “dal vivo (anche dal morto) l’impronta demenziale rimane con cover tipo elio e le storie tese”

    Aspetti positivi e negativi di suonare con gli stigmata?

    Luca: “l’aspetto negativo è caricare il furgone mentre gli altri fanno un’intervista di merda, positivo è che quando arriviamo loro scaricano tutto….”

    Stefano: “l’aspetto positivo vedere luca che carica il furgone mentre io faccio l’intervista”

    Germano: “di contro c’è l’aspetto pratico, la fatica e il sacrificio nel fare le cose però poi di positivo c’è la soddisfazione quando è il momento di suonare……aspetto estremamente positivo inoltre è vedere le soddisfazioni che aumentano, non ci si ferma mai ad un livello ma c’è un’ascesa, vedere la situazione che matura di giorno in giorno.”

    Quando suonerete a rieti?

    Simone: “suoneremo il 2 settembre, ci sarà una serata di beneficenza al chiostro di S. Francesco con diverse attività tra le quali balli per bambini, la recita “aiutame lengua sennò te tajo” e dopo un’esibizione di Raffaello Simeoni e i Dna suoneremo noi…. Con una grande sorpresa!!!”

    Dopodiché il quartetto cetra…..ah no sono gli Stigmata…..insomma i cinque ragazzacci ci salutano e corrono verso la macchina, e noi non facciamo in tempo a salutarli che già sono distanti e ci salutano dal finestrino con fazzoletti bianchi che garriscono al vento (hahahahaha)……buon viaggio!!!!